Il Giappone non è mai stato così vicino.
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I veleni di Minamata

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Cicatrici punteggiano le braccia di un trentasettenne, operatore in un pub stile giapponese. Sono i ricordi dei vari incidenti ai fornelli durante la sua lunga carriera in cucina. Ma non ha mai sentito il dolore quando il grasso bollente o il metallo incandescente bruciavano la sua pelle.
Eppure un altro dolore si sta diffondendo in lui. Spesso viene a mancare il suo coordinamento, perde l'equilibrio anche solo bevendo una tazza di caffè o nel salire le scale. E poi c'è l'angoscia.
"Sarò in grado di camminare tra dieci anni?" si chiede guardandosi le gambe.

I medici indicano la poca sensibilità agli arti e la mancanza di equilibrio come chiari sintomi del morbo di Minamata, una condizione debilitante causata dal disastro ambientale della contaminazione da mercurio scoperta negli anni '50 nella baia di Minamata, prefettura di Kumamoto, Kyushu.
Ma il Governo, nonostante l'approvazione di una nuova legge a luglio per dare assistenza ai pazienti afflitti da questo morbo, ancora non riconosce questo uomo come un paziente.

Tutto cominciò negli anni '30 quando la Chisso Corporation iniziò a scaricare nella baia di Minamata, nel mare di Shiranui, acque reflue contaminate da metilmercurio. Questa pratica andò avanti indisturbata per 36 anni, avvelenando il mare in cui lavorava una comunità di pescatori. Negli anni '50 fu rilevato l'inquinamento, ma nè lo Stato nè la Chisso presero alcun provvedimento per evitare il disastro. Cominciarono a comparire i primi malati, e verso la fine degli anni '60 "il morbo di Minamata" - ovvero avvelenamento da metilmercurio - fu ufficialmente riconosciuto. Nel 1968 gli impianti della Chisso smisero di scaricare mercurio, ma ormai il danno era gravissimo: il morbo di Minamata aveva già colpito numerosissime persone che si erano nutrite quotidianamente del pesce della baia. Inoltre erano nati bambini malati, e continuarono a nascere per molti anni.

Il metilmercurio è un composto biologicamente molto tossico, perchè è in grado di legarsi stabilmente alle proteine, bloccandone le normali funzioni. Una volta liberato in mare viene assimilato dagli organismi marini, risalendo la catena alimentare: accumulato dapprima dal plancton, poi dai molluschi, pesci piccoli fino ad arrivare ai grossi pesci consumati dall'uomo, come i tonni. Ad ogni gradino della catena alimentare la concentrazione del veleno aumenta, arrivando all'uomo in quantità tossiche. I danni causati dagli accumuli di metilmercurio sono di tipo neurologico: perdita di sensibilità, mancanza di coordinazione, debolezza muscolare, danni alla vista e all'udito e poi anche al linguaggio. Nei casi di avvelenamento più gravi si raggiunge anche la morte. Una forma congenita della malattia può essere trasmessa al feto in gravidanza.

Il Governo giapponese però decise che la diffusione della malattia si era conclusa con l'interruzione degli scarichi, nel 1968, e che nessuno nato dopo quell'anno poteva essere avvelenato. Questa decisione fu presa nonostante le proteste del mondo scientifico, che affermava che il veleno non era stato smaltito dal mare.
Anche in seguito il Governo mantenne imperterrito la decisione presa. Nel 1991 una relazione del Consiglio Centrale anti inquinamento dichiarò che i livelli di metilmercurio nel mare Shiranui erano crollati a partire dal maggio 1968.
Infatti tutti i malati nati dal 1969 in poi non sono stati mai coperti da alcun programma pubblico sanitario per il morbo di Minamata, sebbene mostrino chiaramente i sintomi dell'avvelenamento. Tantissime persone di questa generazione hanno chiesto il riconoscimento ufficiale della loro situazione, ma si sono viste respingere tutte le domande.

Il problema è che una grande quantità di metilmercurio si era depositata nei fanghi sul fondo del mare, fanghi di cui si nutrono molti microrganismi e animali del fondale, che poi entrano a far parte della catena alimentare. Di conseguenza il veleno continuò a far parte della dieta della comunità della zona, una dieta praticamente a base di pesce. La malattia non si fermò e i bambini continuarono a nascere malati.

Da uno studio commissionato dal Governo sui cordoni ombelicali risultò una lieve differenza nel contenuto di mercurio dei bambini di Minamata rispetto ai bambini nati altrove. Però studi paralleli effettuati dalle università dimostrarono che i livelli erano molto più elevati di quanto il Consiglio Centrale volesse far credere.

Fino a metà 2009 le persone che hanno fatto domanda per le cure sanitarie gratuite offerte dallo Stato ammontano a più di 30.000, ma il Governo ne ha riconosciute poco più di 2000, in gran parte ormai decedute. Tra le 30.000 figurano persone di tutto il Giappone, nate da genitori residenti lungo le coste del mare Shiranui. Non occorre infatti essere nati o allevati nei pressi di Minamata per essere colpiti dal morbo. La portata dell'avvelenamento è sempre stata molto più vasta di quello che il Governo ha voluto riconoscere.
Nel luglio scorso, con Taro Aso, tra le leggi sanitarie ne è stata approvata una che amplia la gamma di sintomi necessari per ricevere gli aiuti governativi, a patto che venga ritirata qualsiasi causa in proposito contro il Governo e la società Chisso. Ma anche così rimarrebbero almeno 10.000 pazienti non coperti da alcun aiuto. La nuova legge inoltre permetterebbe alla Chisso di scindersi in due società, tra cui una holding per la gestione dei risarcimenti, holding che - dopo aver completato i versamenti - potrà essere sciolta e liquidata, ponendo così fine alla saga della responsabilità.
Per questo la gente continua la protesta affinchè siano riconosciuti tutti i pazienti affetti dal morbo, senza clausole che liberino Stato e Chisso dalle lororesponsabilità nel disastro ambientale.

Autore: Kikyosan

Fonti: Asahi.com, Wikipedia, medbroadcast, Japan Times.


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  • zavorka : @ai meglio informati: potreste scrivere sul sistema sanitario? leggo che "Japan has a great system; Make all health care companies non-profit and limit the pay for executives..."
  • TsukubaNeo : Si, da un momento all'altro si e' messo a nevicare ieri sera... non me l'aspettavo!
  • erik : Bene, portati gli scarponi da sci, a Tokyo nevica !!
  • Cris : Domani parto per Narita e sono sommersa dalle cose da fare all'ultimo x cui saluto tutti già adesso!Cercherò di connettermi dall'ostello e farmi sentire ogni tanto!Buona giornata a tutti!^^
  • ganryu : Auguri a tutte le signor!!!!! XD
  • shishimaru : auguri alle donneee! ;D
  • Alice : buona festa della donna a tutte : )
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