A Tokyo un'iniziativa per evitare lo spreco continuo di ombrellini in plastica usa e getta... con un tocco di arte!
TOKYO - C'è un semplice modo per individuare i turisti stranieri in giro per Tokyo: nel più sereno dei giorni, con la pioggia ben lontana, sono gli unici che ancora tengono in mano il loro ombrello in plastica trasparente. Forse per loro, e per quelli la cui immagine di Tokyo viene riflessa attraverso film come "Lost in Translation", questi ombrellini sono un simbolo del fascino di questa città.
Per gli abitanti di Tokyo però questi ombrelli sono più di un semplice oggetto monouso. Una volta che il cielo si è schiarito, questi oggetti sembrano magicamente scomparire, ma è chiaro che in realtà non spariscono affatto. Volontariamente o meno, vengono abbandonati sui treni e sulle banchine delle stazioni, creando non pochi problemi alle compagnie dei trasporti e alla polizia, che devono catalogarli uno ad uno come oggetti smarriti.
Finora, quasi tutti rimanevano in giacenza perchè non reclamati e finivano tra i rifiuti. Dal 23 gennaio però alcuni ombrellini fortunati sono diventati delle star del progetto Joban Art Umbrella, presso la stazione JR Kita-Senju, nel quartiere Adachi di Tokyo. Nato da un'idea dell'artista Ken Sobajima, l'evento consiste nel dotare di pennarelli i pendolari e chiedere loro di personalizzare e portarsi a casa un ombrello di plastica abbandonato.
I giapponesi, secondo la Japan Umbrella Promotion Association, sono i più grandi acquirenti di ombrelli del mondo, con cifre che superano i 120 milioni all'anno, di cui quasi il 90 per cento sono ombrelli di plastica usa e getta. Circa duecento sono stati presi per il Joban Art Umbrella.
"È una cifra minuscola, in realtà" dice Sobajima, ma i numeri non importano "Ora come ora le persone non ci vedono niente di sbagliato nel liberarsi degli ombrelli dopo l'uso. Se invece ci disegni sopra e lo decori, l'ombrello da oggetto usa e getta diventa qualcos'altro, una tua creazione. E non è più qualcosa che lasceresti a bordo di un treno".
Molti di coloro che hanno partecipato all'iniziativa sono stati bambini, divertiti alla vista dei propri genitori mentre disegnano diligentemente sui loro nuovi ombrellini.
"Questo progetto è un buon modo per insegnare il valore del riciclaggio" ha detto una madre di due bambini, che preferisce non rivelare il suo nome. "Ma ad essere onesti, non so se avrò mai il coraggio di andare al supermercato con uno di questi ombrelli".
La ventisettenne Yoshimi Nakayama invece ha dato un'impronta più animista al suo ombrello personalizzato "Da qualche parte, qualcuno che non ho mai incontrato si è dimenticato questo ombrello" dice "se gli oggetti hanno uno spirito, allora questo non avrebbe potuto essere felice. Ma qui io, semplicemente disegnandoci sopra, sono stata in grado di riportarlo in vita"
Sobajima ha espresso piena soddisfazione per l'iniziativa, se si esclude forse l'assoluta mancanza di pioggia.
"Un po' di pioggia sarebbe stata ben accetta" dice "così le persone avrebbero anche potuto usare subito le loro nuove creazioni."
Fonte: Asahi.com
Foto: Louis Templado
Traduzione: Kikyosan




